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Training Autogeno, Mindfulness e Fantasie guidate

Nel percorso terapeutico è possibile usare alcuni strumenti come Training autogeno, la mindfulness e le fantasie guidate per aiutare i pazienti a riconnettersi con il proprio corpo e le proprie sensazione ed aumentare il benessere psicofisico.

Il Training autogeno è un metodo caratterizzato da un protocollo specifico che consente di produrre reali modificazioni fisiologiche  e psicologiche. 
Quello che accade con l’esperienza del Training autogeno è uno stato di auto distensione che si ottiene con un processo di apprendimento costante che piano piano diventa sempre più automatico.
Lo stato di rilassamento si presta ad essere appreso in più sedute (di solito da 8 a 12) per poter poi, una volta terminato questo periodo di apprendimento, poter essere utilizzato in qualunque circostanza  e con le diverse specifiche desiderate.
Il training autogeno é stato ideato da Heinrich Schultz, medico tedesco, nel 1932. Il nome stesso training autogeno consiste in un allenamento (training) che si genera da sé (autogeno) e che, quindi, ognuno può apprendere e utilizzare autonomamente senza altri intermediari.

A cosa serve?

Ascoltare cosa ci comunica il nostro corpo è l’inizio per poter iniziare a mettersi al centro della propria vita dirigendoci verso i nostri desideri e bisogni.

A chi può essere utile?

  • a chi ha necessità di  riposo, in quanto permette il recupero  delle energie;
  • a chi vuole ritagliarsi del tempo per sé e per l’ascolto del proprio corpo;
  • a chi vuole migliorare o potenziare le prestazioni nello sport, nel lavoro e nello studio;
  • a chi soffre di disturbi d’ansia (attacchi di panico, fobie, disturbo acuto da stress), sintomatologia di origine psicosomatica, sintomatologia dolorosa (infiammazioni, cervicali, sindrome premestruale);
  • Preparazione al parto.

In cosa consiste?

Il training si compone di 12 incontri di circa un’ora ciascuno,  in cui, ognuno potrà utilizzare il materassino e la coperta forniti, e stare con sé stesso imparando la tecnica.
Ci può essere poi una parte da sperimentare anche autonomamente.
Recuperando la propria sensorialità corporeità ed emotività si ha un ritorno al presente e l’unico tempo che può realmente essere vissuto a pieno “Il qui ed ora”.

È possibile chiedere incontri singoli o di gruppo a seconda delle esigenze specifiche.

Mindfulness significa essere pienamente presenti e consapevoli di quello che sta accadendo nel momento attuale. Tale pratica affonda le origini nelle tradizioni contemplative buddiste,  il termine Mindfulness si può tradurre come “consapevolezza”.
Spesso mentre passiamo le giornate stiamo pensando e ci stiamo preoccupando di cosa potrebbe accadere nei momenti futuri oppure rimuginiamo su cosa è accaduto nei momenti passati.

La mindfulness aiuta a identificare le emozioni, a riconoscerle a sentirle nel corpo. Questo permette alla persona di non farsi trascinare o schiacciare dalle emozioni, che attraverso la consapevolezza, vengono riconosciute e, quindi, gestite, mantenendo così un equilibrio emozionale.
Per la mindfulness è importante allenare la concentrazione ad ascoltare e vivere il momento presente che in realtà è l’unico in cui possiamo agire.

A chi può essere utile?

Alcuni esempi:

  • A chi vive pensando al passato o al futuro senza assaporare il qui ed ora e vuole invece imparare a stare nel presente;
  • A chi si sente sopraffatto dalle proprie emozioni e vuole imparare a riconoscerle;
  • A chi vuole diminuire il livello di stress, alcuni studi hanno dimostrato che le persone che praticano la mindfulness presentano livelli inferiori di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress;
  • A chi sente di voler essere meno impulsivo.

La fantasia guidata si basa sul suggerimento di immagini già precostituite, che lasciano alla persona la possibilità di una rivisitazione creativa delle stesse. In una condizione iniziale di rilassamento che facilita la produzione immaginativa, la persona viene invitata a seguire la voce del conduttore, il quale propone l’esplorazione di un percorso immaginativo che di volta in volta si incentra su immagini simboliche.
Alla fine dell’esperienza è contemplata una verbalizzazione di ciò che si è vissuto durante la fantasia guidata.

Quando possono essere utili?

Quando vogliamo riconnetterci con noi stessi, diventare la nostra priorità, quando viviamo pensando soprattutto al passato o al futuro e non riusciamo ad assaporare quello che viviamo nel presente.