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Come trasformare un momento difficile in opportunità: la resilienza

In fisica  un corpo che riesce a resistere a una pressione senza rompersi si definisce RESILIENTE. La Resilienza è infatti la capacità di non soccombere alle difficoltà che incontriamo durante il nostro percorso vita e può essere l’elemento che fa la differenza nel modo di sopravvivere e di riprogettare la nostra vita.

Tante sono le definizioni di resilienza ma vediamo insieme da cosa è costituita e come possiamo allenarla  e stimolarla per non soccombere alle difficoltà che incontriamo.

Infine alcuni stimoli per ripensare alla propria resilienza e pensare modi per poter avere una maggiore possibilità di trasformare un evento in opportunità.

Cosa è la resilienza?

In ambito psicologico la resilienza viene generalmente considerata come la capacità di affrontare eventi stressanti, superarli e continuare a svilupparsi, aumentando le proprie risorse con una conseguente riorganizzazione positiva della vita (Malaguti, 2005).

Perché a situazioni simili reagiamo in modo diverso?

A volte ci capita di vedere che ad alcuni eventi simili due individui reagiscono in modi differenti questo dipende da tante variabili come il momento che vive la persona, il percorso fatto fino al momento e anche dal suo essere resiliente. Essere resilienti non significa infatti solo saper opporsi alle pressioni dell’ambiente, ma implica anche una capacità di andare avanti. La resilienza non sempre resta stabile nella vita di una persona  e può variare nei diversi momenti durante la vita dello stesso individuo.

Come fare per trasformare un’esperienza negativa in un percorso resiliente?

Quando viviamo un’esperienza è importante permettersi di sentire ciò che si prova dando un nome all’emozione provata  per poi poterle affrontare nel miglior modo possibile:

“La possibilità di dare un nome, di attribuire un senso e significato all’esperienza appaiono come indicatori fondamentali della trasformazione dell’esperienza negativa in un percorso di vita resiliente” (Malaguti, 2005, p. 163).

Quali sono i fattori di rischio e protezione della resilienza?

Le ricerche sino ad oggi condotte hanno identificato una serie di fattori di rischio e di protezione in grado di influenzare positivamente o negativamente la risposta dell’individuo ad un evento stressante o traumatico.
Si tratta di fattori che favoriscono la resilienza in quanto vanno a sviluppare la stima e l’autoefficacia della persona. 

Fattori di rischio (Malaguti 2005):

  •  natura dell’evento (l’intensità e il tempo di durata);
  • il contesto di vita (presenza o meno di una rete di sostegno, di una famiglia, di una comunità di appartenenza che possono influenzare più o meno positivamente l’individuo);
  •  le caratteristiche individuali (risposta personale di fronte all’evento e il proprio livello di sviluppo psicologico);
  • le competenze (capacità e abilità apprese necessarie ad affrontare la situazione traumatica, ma anche la consapevolezza di esserne in grado);
  • le risorse (possibilità di incontrare contesti e persone in grado di attivare le risorse presenti nella persona, ma anche la scoperta e il riconoscimento delle proprie risorse);
  • stima e fiducia ( possibilità di avere stima e fiducia in se stessi e negli altri)
  • il progetto (avere un progetto da perseguire);
  • la storia dei successi e dei fallimenti.

Fattori di protezione:

I fattori di protezione vengono suddivisi in fattori individuali, fattori familiari e fattori di sostegno (Casula & Short, 2004). 
I fattori di protezione sono mezzi che sono già a disposizione nella persona o attorno alla persona.
Fattori individuali (ad esempio, ci sono alcuni tratti della personalità che “agevolano il processo di resilienza”: estroversione, disponibilità, coscienziosità, stabilità emozionale e intelletto)
Fattori familiari (la coesione, la flessibilità, la comunicazione aperta e la capacità di problem solving)
Fattori di sostegno: ( supporto sociale, le relazioni sociali con familiari che e altre persone, le quindi alle abilità sociali) 

Le componenti della resilienza

Esplorando i fattori protettivi, è possibile individuare cinque componenti che contribuiscono a sviluppare la resilienza (Cantoni, 2014).

  1. L’Ottimismo (disposizione a cogliere il lato buono delle cose);
  2. L’Autostima;
  3. La Robustezza psicologica (Hardiness), composta da tre sotto-componenti: convinzione di essere in grado di controllare l’ambiente circostante,  l’impegno e la sfida intesa come visione dei cambiamenti come opportunità;
  4. Le emozioni positive ( focalizzarsi su quello che si possiede invece che su ciò che ci manca);
  5. Il supporto sociale (essere stimati, apprezzati e ascoltati dagli altri).

Adesso alleniamoci insieme a consapevolizzare le tue risorse con i seguenti stimoli per riflettere sulla tua resilienza:

In passato come hai superato un problema ?
Cosa ti aiuta quando sei in difficoltà?
Con chi puoi parlare delle tue difficoltà?

Per quanto vivrai, continua a imparare a vivere. (Lucio Anneo Seneca)

Bibliografia

Cantoni, F. (2014). La resilienza come competenza dinamica e volitiva. Torino: Giappichelli Editore
Malaguti E. (2005). Educarsi alla resilienza.  Centro Studi Erickson.
Seligman M.E.P. (1996). Imparare l’Ottimismo. Come cambiare la vita cambiando il pensiero. Firenze: Giunti 
Short D. &Casula C.C. (2004).  Speranza e Resilienza. Milano: Angeli


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