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La sensazione di solitudine: Mi sento solo/a

solitudine

Vi capita mai di voler stare in mezzo agli altri e di organizzare appuntamenti e serate con persone diverse per non sentire la sensazione di solitudine? Eppure a volte ci si sente soli anche in mezzo agli altri. La solitudine è legata al senso di identità che abbiamo strutturato sin dai primi anni di vita. Vediamo insieme le possibilità di poter realmente superare la solitudine e trasformarla in occasione di nutrimento verso noi stessi.

Il tempo e le fasi in cui sperimento la solitudine

Ci sono periodi della vita in cui possiamo sperimentare una maggiore sensazione di solitudine dovuta a situazioni diverse: avere meno amici, aver chiuso una relazione da poco, essersi trasferiti in una nuova città, iniziare un nuovo sport, una nuova classe di scuola, iniziare un nuovo lavoro o attività. Alcune persone, invece,  si sono portate un senso di solitudine nel tempo acquisito da prime esperienze e da un senso di diffidenza che li ha distanziati un po’ dagli altri.

I diversi modi di vivere la sensazione di solitudine:

  • Alcune persone sopravvivono al senso di solitudine ricercando l’altro e accettando le condizioni che ci impone pur di stare con qualcuno;
  • Altre persone invece cedono all’etichetta di “persone sole” e rinunciano quasi ai rapporti con gli altri in presenza;
  • Altre persone impostano un’agenda piena di impegni (vai all’articolo tante cose da fare) con persone diverse per potersi dire di avere impegni e “amici”.

Ma cos’è la SOLITUDINE?

Per ognuno di noi è fatta di cose diverse e ognuno intende con la parola SOLITUDINE emozioni e sensazioni diverse. Il primo passo da fare è iniziare a dare spazio alle sensazioni che proviamo e che costituiscono per noi la sensazione che  leghiamo al concetto SOLITUDINE.

Cosa c’è nel tua della SOLITUDINE?

Diverse sono le emozioni che possono emergere nel nostro sentire e vivere la solitudine e le cose che diciamo a noi stessi e che possono condizionare anche il modo di vivere i rapporti.Ecco alcune ipotesi:

  • “Tristezza”
  • “Autonomia”
  • “Dedico tempo a me stesso/a”
  • “Nessuno mi Vuole”
  • “Gli altri non mi piacciono, non mi sento capito/a”
  • Paura di non condividere le proprie cose”
  • ……….

Di cosa è fatta la tua solitudine in questo periodo?

La solitudine  e il senso d’identità

La solitudine è legata al proprio senso dell’identità, l’identità che si struttura sin dalla più tenera età attraverso la paura e l’incertezza dell’abbandono della madre. Ecco perché la solitudine ci spaventa tanto: perché è fortemente legata e sovrapponibile allo stress emotivo da separazione, con quel senso di vuoto e di inutilità come se il nostro valore come persona dipendesse fortemente dal riconoscimento e dall’accettazione dell’altro (Lo Iacono, 2003).

Il tempo per sé: partiamo dal respiro

E’ importante iniziare a dedicare un po’ di tempo al proprio respiro (vai all’articolo sul respiro) e alla propria possibilità di trovare un modo nuovo di vivere il proprio spazio/ tempo e abitarlo di sé stessi, delle proprie risorse, dei propri desideri e delle scoperte dei propri hobby.

Alcune Tecniche e possibilità

Per poter scoprire il sentire del nostro corpo e delle nostre emozioni ci può venire in aiuto la tecnica del Training autogeno (vai all’articolo sul training autogeno).

Consapevolezze e ascolto del sé 

Dedicare un tempo alla consapevolezza delle emozioni che ci abitano per poter permettere di dirigere le nostre azioni verso i nostri obiettivi  e desideri è importante per dare valore alle nostre risorse e alle nostre possibilità e ricchezze.

Quali sono le tue Risorse e come puoi usarle per FARTI compagnia?

Bibliografia

Lo Iacono, A. (2003). Psicologia della solitudine. Roma: Editori riunioni.